CARCERI: RADICALI PER TUTTA LA NOTTE DAVANTI A REGINA COELI: “AMNISTIA! AMNISTIA!”

16 maggio 2011

E’ andata avanti per tutta la notte scorsa, sotto la pioggia battente, la veglia Radicale di fronte al carcere di Regina Coeli a Roma dove ieri numerosi detenuti hanno intrapreso un digiuno a oltranza a sostegno dell’iniziativa nonviolenta di Marco Pannella, giunto oggi al 27esimo giorno di sciopero della fame perché l’Italia “torni a poter essere considerata, in qualche misura, una democrazia”, e affinché venga finalmente varato un provvedimento di amnistia – che nel nostro Paese manca da 21 anni – indispensabile per il funzionamento del sistema giudiziario e per il ripristino della legalità nelle carceri italiane.

In queste ore l’iniziativa si sta diffondendo anche in altri di istituti, tra cui quello di Velletri, dove i reclusi di tutte le sezioni hanno iniziato a digiunare, mentre in tutta Italia continua a crescere la mobilitazione tra i familiari dei detenuti, che a centinaia hanno aderito allo sciopero della fame.

“Con la lotta nonviolenta nostra, di Marco Pannella e di tutti coloro che la appoggiano vogliamo non solo mandare un messaggio di speranza, ma essere noi stessi speranza per tutti i detenuti d’Italia, così come per gli psicologi, gli educatori, gli agenti di polizia penitenziaria, gli infermieri, i medici, i direttori e il personale amministrativo, perché sappiamo che l’intera comunità penitenziaria vive una situazione di grande sofferenza a causa del grave sovraffollamento”, ha dichiarato durante la veglia notturna la deputata radicale Rita Bernardini che ieri, insieme al Segretario di Radicali Italiani Mario Staderini e al consigliere Regionale Rocco Berardo, ha fatto visita al carcere di Regina Coeli, denunciandone ancora una volta lo stato di degrado.

Al presidio hanno preso parte, tra gli altri, Irene Testa segretaria dell’associazione radicale Il Detenuto Ignoto e animatrice del “Gruppo carceri” di Radicali Italiani che ha promosso l’iniziativa, e altri dirigenti e militanti radicali, che in venti hanno trascorso l’intera notte sotto un gazebo di appena 7,5 metri quadri: una situazione di disagio simile a quella che i detenuti italiani sono costretti a vivere quotidianamente, per oltre 20 ore al giorno e per anni, ma circondati da sbarre e da muri per lo più sporchi e umidi.

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