CARCERI, MARCO PANNELLA E L’AVV. GIUSEPPE ROSSODIVITA DIFFIDANO LA MAGISTRATURA ITALIANA AL RISPETTO DELL’ART.3 CEDU

CARCERI, MARCO PANNELLA E L’AVV. GIUSEPPE ROSSODIVITA DIFFIDANO LA MAGISTRATURA ITALIANA AL RISPETTO DELL’ART.3 CEDU 25 settembre 2013

È terminato l’invio di 675 diffide indirizzate ai Presidenti dei Tribunali Italiani, ai Procuratori Capo di tutte le Procure Italiane, ai Presidenti degli Uffici GIP di tutti i Tribunali Italiani, ai Direttori delle Carceri italiane, e a tutti gli Uffici di Sorveglianza della Repubblica.

La diffida prende le mosse dal contenuto della nota sentenza pilota, sul caso Torreggiani ed altri, della Corte Europea dei diritti dell’Uomo e spiega perché attualmente decine di migliaia di detenuti, sia in esecuzione pena, sia in custodia cautelare, sono sottoposti ad una pena o ad una misura, tecnicamente, illegali.

Con la diffida – indirizzata anche al Presidente Napolitano quale Presidente del CSM, al Ministro Cancellieri, al Commissario Europeo per i diritti Umani presso il Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks – si indica quale adeguata, necessaria strada per garantire il rispetto di fondamentali ed elementari diritti umani, quella di paralizzare, in presenza della certezza che il trattamento e/o la pena siano illegali, l’emissione degli ordini di esecuzione della pena, sul modella già tracciato dalla Corte Costituzionale Tedesca.

“Vedremo come si comporterà diciamo la giurisdizione, la magistratura italiana” – dichiarano Marco Pannella e l’avv. Giuseppe Rossodivita – “Vedremo se prevarrà la ragion di Stato contro lo Stato di diritto che, con buona pace del Presidente Letta, in Italia è, per le condizioni dell’amministrazione della Giustizia e delle carceri, totalmente assente. La – diciamo – giurisdizione italiana, la “magistratura” italiana dovrà ora decidere se tornare o cominciare a rispettare essa stessa la Costituzione e le leggi o se, per “supplire” (sic!) alle inadempienze della politica e delle istituzioni, si confermerà complice della loro permanente violazione”.