CARCERI: I RADICALI PRESENTANO UN DOSSIER AL CONSIGLIO D’EUROPA

21 settembre 2012

In vista della riunione di lunedi’ del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, chiamato a valutare quanto fatto dall’Italia rispetto alle condizioni delle carceri dopo la sentenza Sulejmanovic della Corte europea dei diritti dell’uomo, i Radicali hanno reso pubblico oggi un dossier inviato a Strasburgo con i dati che, dicono, ”smascherano l’inefficacia dei provvedimenti finora adottati dal governo italiano”.

”Abbiamo fornito al Comitato dei Ministri le informazioni sulla reale situazione italiana, che il governo gli aveva nascosto e la documentazione che prova che il piano d’azione presentato dall’esecutivo non incidera’ in alcun modo sulla sistematica violazione dei diritti umani, a causa della bancarotta del sistema giustizia del nostro Paese” ha spiegato il segretario Mario Staderini.

Secondo i dati del Ministero della Giustizia, al 31 agosto i detenuti presenti nelle carceri italiane erano 66.271, a fronte di una capienza regolamentare di 45.568 posti, tuttavia “sulla questione dei posti regolamentari il governo si comporta da ‘trecartaro'” ha denunciato la deputata Rita Bernardini, spiegando che “a causa della mancanza di fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria, intere zone negli istituti sono chiuse, transennate, pero’ restano nel computo della capienza regolamentare”.

Inoltre, il ddl delega del governo in materia di depenalizzazione e decarcerizzazione, calendarizzato a marzo, oggi e’ ancora al palo: “la situazione e’ vergognosa e il fatto che lo Stato italiano agisca da criminale sembra essere un problema solo per noi radicali”. “Noi abbiamo le armi della nonviolenza e del diritto, del praticare diritto, rispetto a una repubblica che aggrava la sua flagranza criminale rispetto alle sue leggi e alle piu’ alte cariche istituzionali, a eccezione del primo presidente dalla Corte di Cassazione” ha dichiarato Marco Pannella. I Radicali chiedono dunque al Comitato dei ministri di adottare un provvedimento forte nei confronti dell’Italia, con l’indicazione dell’amnistia come soluzione da adottare immediatamente e anche di valutare la sospensione dei rappresentati italiani dell’organo del Consiglio d’Europa. Tra le misure proposte anche la sospensione dell’esecuzione della pena in caso di sopraggiunto limite della capienza regolamentare.