CARCERI: DISPIACE DOVER SMENTIRE BERRETTA, MA LE CIFRE FORNITE SONO SBALLATE. SOSTENGA L’OTTIMO AGIRE DELLA MINISTRA CANCELLIERI

CARCERI: DISPIACE DOVER SMENTIRE BERRETTA, MA LE CIFRE FORNITE SONO SBALLATE. SOSTENGA L’OTTIMO AGIRE DELLA MINISTRA CANCELLIERI 5 ottobre 2013

Mi dispiace molto dover smentire il sottosegretario alla giustizia Berretta, ma le cifre che ha fornito, purtroppo, sono totalmente sballate. Se fossero vere, dovremmo gridare al miracolo, salvo porci ulteriori domande.

Come dimostra la tabella del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, gli “ingressi dalla libertà negli istituti penitenziari” sono in media 82.000 all’anno, cioè tra le 5.000 e le 8.000 al mese a seconda dell’anno. Il sottosegretario Berretta, invece, afferma che prima dell’entrata in vigore dell’ultimo – inopinatamente definito – “svuota carceri”, gli ingressi mensili erano 1.000 e che essi si sarebbero ridotti a meno di 500 da quando è entrato in vigore il decreto legge sull’esecuzione della pena.

Miracolo! Dovremmo tutti gridare. Ma ci sono due cifre che ci inchiodano alla tragica realtà della condizione illegale delle nostre carceri. Al 31 dicembre 2009 i detenuti erano 64.791 e, dopo tre leggi (inopinatamente, ripeto, chiamate svuota-carceri) i detenuti sono 64.758, al 30 settembre 2013.
Aggiungo che non c’è proprio bisogno di enfatizzare risultati positivi – ahimè, inesistenti – perché grazie alla fermezza della ministra Annamaria Cancellieri si sta tenendo la barra ferma sull’urgenza di un provvedimento di amnistia e di indulto contemporaneamente preparando il terreno futuro che porterà ad un ripensamento di tutto il sistema delle pene. Il tutto basato su dati statistici “veri” e indagini che ci facciano finalmente conoscere quali siano le fattispecie di reato che compongono, alimentandolo fino all’obesità, il corpaccione malato degli oltre 5 milioni di procedimenti penali pendenti.

Da parte sua, Marco Pannella accompagna con il suo sciopero totale della fame e della sete, i giorni che ci separano dall’annunciato primo messaggio alle Camere del Presidente Giorgio Napolitano riguardante l’”OBBLIGO” del nostro Stato di uscire immediatamente dalla flagranza criminale in cui versano carceri e giustizia.