CARCERI CALABRESI E SOVRAFFOLLAMENTO, INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AI MINISTRI SEVERINO E BALDUZZI

3 dicembre 2012

“La deputata radicale Rita Bernardini – mentre prosegue l’iniziativa nonviolenta avviata il 24 ottobre per ribadire la necessità di un provvedimento di amnistia per porre subito fine all’illegalità in cui versa la giustizia italiana e la sua appendice carceraria – torna ad occuparsi delle carceri calabresi e lo fa interrogando i Ministri della Giustizia e della Sanità sulle condizioni di detenzione e su tutta una serie di carenze e deficienze denunciate il 23 novembre dalla UGL Polizia Penitenziaria di Calabria“. E’ quanto scrive sul sito dei Radicali, Maurizio Bolognetti, della direzione del partito e segretario dei Radicali Lucani.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al Ministro della Giustizia

Al Ministro della Salute

Per sapere, premesso che

in un comunicato stampa diramato in data 23 novembre c.a. dalla UGL Polizia Penitenziaria della Calabria e a firma del segretario regionale Andrea Di Mattia si riferisce di visite effettuate dallo stesso sindacato presso gli istituti penitenziari “Giuseppe Panzera” di Reggio Calabria e “Filippo Salsone” di Palmi in data 19 novembre c.a.;

 nello stesso comunicato si legge che “le visite effettuate hanno confermato lo stato emergenziale in cui versa l’intero sistema penitenziario nazionale e calabrese”;

 il segretario regionale della Ugl Polizia Penitenziaria della Calabria in relazione alle condizioni delle sopracitate carceri ha parlato di “abnorme affollamento”, riferendo che presso il carcere di Reggio sono presenti 433 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 149 e che presso il carcere di Palmi, a fronte di una capienza regolamentare di 140 detenuti, ne sono presenti 243;

 nel comunicato in oggetto si riferisce di detenuti “letteralmente stipati nelle sezioni detentive e con letti a castello su ben quattro livelli”, di carenza degli organici tanto del Comparto Sicurezza che del Comparto Ministeri, di fatiscenza e inadeguatezza delle strutture, di inidoneità strutturale ed allocativa delle aree detentive rispetto ai dettami del DPR 230/2000, di insalubrità degli ambienti e infine, ma non ultimo, della “scarsa igiene e sicurezza che connotano le postazioni di lavoro della Polizia Penitenziaria”;

 la Ugl Polizia Penitenziaria della Calabria, inoltre, sottolinea il “mancato rispetto della normativa contrattuale, con particolare riferimento alla “fruizione dei congedi ordinari e dei riposi settimanali da parte degli operatori di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Palmi”, dove, a detta dei sindacalisti, alcuni agenti non hanno ancora potuto fruire del congedo relativo all’anno 2008 e di 15-20 riposi settimanali;

 la Ugl sottolinea “l’ineludibile e non più procrastinabile necessità” di rafforzare gli organici di Polizia Penitenziaria di Reggio Calabria e Palmi, pena la compromissione del regolare svolgimento di importanti processi di mafia che si stanno celebrando a Reggio Calabria:-

 se quanto rappresentato in premessa corrisponda al vero;

 quali siano i dati aggiornati del sovraffollamento nelle carceri calabresi, facendo riferimento alla capienza regolamentare di ciascun istituto;

 a quando risalgano le ultime visite effettuate dalle ASL sullo stato dei luoghi detentivi e di lavoro degli istituti penitenziari calabresi e cosa vi sia scritto nelle relazioni semestrali in merito alle condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza;

 se intenda affrontare urgentemente e in che modo l’illegalità delle condizioni di detenzione negli istituti di Reggio Calabria e Palmi;

 se intenda affrontare urgentemente e in che modo le carenze di organico della polizia penitenziaria e il mancato rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori come la mancata fruizione dei riposi settimanali;

 se ai ministri siano giunte segnalazioni -e di che tipo- da parte dei Direttori degli istituti penitenziari calabresi in merito alle irregolari condizioni di detenzione e di condizioni di lavoro del personale di polizia penitenziaria;

 se segnalazioni analoghe siano arrivate ai ministri da parte della magistratura di sorveglianza;

 se risulta al Ministro della Giustizia che i magistrati di sorveglianza calabresi visitino con frequenza (secondo quanto stabilito dal 1° comma dell’art. 75 del D.P.R . n. 230 del 30 giugno 2000) “i locali dove si trovano i detenuti e gli internati, agevolando anche in tal modo la possibilità che questi si rivolgano individualmente ad essi per i necessari colloqui ovvero per presentare eventuali istanze o reclami orali”.