CARCERI: APPROVARE MOZIONI NON BASTA SE NON VENGONO ATTUATE. L’AMNISTIA E’ LA SOLA RISPOSTA SERIA ALL’EMERGENZA

18 maggio 2011

“A cosa serve discutere e votare le mozioni, se quelle approvate oltre un anno fa, nel gennaio del 2010 e che impegnavano l’esecutivo ad affrontare con misure tempestive e strutturali l’emergenza carcere, non sono state in alcun modo attuate dal Governo, né dal Parlamento? Che senso ha, dunque, la formula “impegna il Governo”?

Dibattiti come quello di oggi non servono a nulla, se non si attribuisce alle mozioni un valore effettivo. È per questa ragione che la delegazione radicale ha ripresentato nella mozione approvata oggi alla Camera i punti già approvati a gennaio dello scorso anno e che sono di estrema attualità, dal momento che lo stato di sovraffollamento e di illegalità delle carceri italiane non solo non è stato risolto, ma si è addirittura aggravato.

Come riporta la rivista Ristretti Orizzonti, dall’inizio dell’anno in Italia si sono tolti la vita ventiquattro detenuti e tre poliziotti, mentre altri quaranta detenuti sono morti per cause cosiddette “naturali”, infatti in diciassette casi sono state aperte inchieste volte all’accertamento dei fatti. Dal 2000 ad oggi nelle carceri italiane sono morti 1800 detenuti di cui ben 650 per suicidio. Nello stesso periodo di tempo si sono uccisi anche 87 agenti di polizia penitenziaria. Appare quindi chiaro che non sbaglia Marco Pannella, giunto oggi al ventinovesimo giorno di sciopero della fame, quando di fronte a cifre come queste parla di nuclei consistenti di Shoah.

C’è un articolo della nostra Costituzione che non viene mai richiamato: è il comma 4 dell’articolo 13 secondo il quale è punita la violenza commessa sulle persone che sono private della libertà. Ebbene, quando ricordiamo i detenuti ammassati, in meno di un metro e mezzo a testa  – mentre la Corte europea dei diritti dell’uomo ne prevede 3 e l’ordinamento penitenziario 7 – chiusi in cella a far nulla per 20 o 22 ore al giorno, non parliamo forse di atti violenza?

E cosa fa il Ministro della Giustizia davanti a questi problemi? Come si pone il Presidente della Repubblica? Per non parlare di quello del Consiglio, che finora non ha mostrato il benché minimo interesse verso questa situazione vergognosa. E cosa fa questo Parlamento?

La risposta, l’unica seria e possibile, ce l’abbiamo noi ed è varare un’amnistia vera, legale, contro quella di classe che ogni anno vede prescritti circa 200 mila procedimenti”.