CARCERE VICENZA, I SINDACATI REPLICANO ALLE MIE ACCUSE? SI FACCIANO LE DOVUTE INDAGINI

1 dicembre 2012

Interessante che fra i nomi dei firmatari di questo comunicato ci sia anche quello dell’ispettore indicato dai detenuti della terza sezione di Vicenza come il capo in testa dei pestaggi. Io comunque l’interpellanza l’ho mandata al Procuratore Capo della Repubblica di Vicenza e adesso la mando pure a quello di Venezia augurandomi che facciano le DOVUTE indagini interpellando tutto il personale, oltre ai detenuti. Magari chissà c’è qualcuno che ha visto. L’interpellanza/denuncia sul Carcere di Vicenza l’ho mandata anche al DAP, al Dott. Giuseppe Cascini (Ufficio Attività ispettiva e controllo), il quale 10 giorni fa mi rispondeva così:

Gentile Onorevole, grazie per avermi scritto. Ho letto la Sua interpellanza e la gravità dei fatti segnalati mi ha indotto a fissare a breve una visita ispettiva generale presso l’istituto. Sarò lieto, di tenerLa al corrente dell’esito anche in via del tutto informale. Cordiali saluti. Francesco Cascini

Di seguito riporto l’articolo con il comunicato di cui sopra:

I PROBLEMI DEL CARCERE. I sindacati della polizia penitenziaria replicano con fermezza alle accuse della parlamentare radicale Bernardini.

“Al S. Pio X noi agenti ci facciamo in quattro”. “C’è un grave sovraffollamento ma c’è soltanto l´1% di assenze”. “Le sue sono parole prive di senso, che rappresentano una realtà fasulla. Il carcere di Vicenza, pur fra mille difficoltà, è un modello per altri istituti, in cui la polizia penitenziaria si fa in 4 per far funzionare le cose. Basta dire che l’indice di assenza per malattia è dell’1 per cento; è un record per le case circondariali e per la pubblica amministrazione”.

Gli agenti della polizia penitenziaria vicentina non hanno per nulla digerito le accuse mosse dall’onorevole radicale Rita Bernardini, che qualche giorno fa, dopo una visita al San Pio X, aveva parlato di “orrore”. Ieri la deputata ha rincarato la dose, dopo che il sottosegretario Gullo aveva replicato alle sue accuse sostenendo che non risultava nulla di quanto denunciato.

I sindacalisti Francesco Colacino (del Cnpp), Luigi Bono (Sappe), Salvatore Carrozzo e Giuseppe Lo Zito (Cgil) e Leonardo Angiulli (Uil) hanno sottolineato che “il San Pio X è un istituto che funziona”.

Certo, i problemi sono tanti. Due in particolare. Il sovraffollamento in primis: oggi all’interno del San Pio X ci sono 370 detenuti, quando i posti sarebbero 142 e il numero di “tollerabili” 244. «Ma non è una novità, purtroppo, e sono dati in linea con quelli nazionali”. Secondo, la carenza di organico degli agenti: su 190 poliziotti previsti dalla pianta organica (considerata per i 142 detenuti…) sono al lavoro in 160. A questo si aggiunga la penuria di fondi, che fa sì che non ci sia più un euro per comprare la carta. Per stampare, i poliziotti si autotassano. Una vergogna, che però dà l’idea di quanto gli agenti siano uniti.

“L’onorevole parla di maltrattamenti ai detenuti. Non sappiamo cosa intenda, ma di certo a chi vive in cella non viene torto un capello. Non c’è agli atti nessuna denuncia nei nostri confronti. Sono in 180 i detenuti che frequentano i corsi, per i quali siamo sempre disponibili”. E poi, passando in rassegna il cahier de doleances della radicale, spiegano che il riscaldamento c’è e funziona, e così pure acqua calda e docce; che maglioni e coperte ci sono per tutti, e così il vitto. “Quando Bernardini se n’è andata, i detenuti hanno protestato sbattendo contro le porte e rompendo qualche serratura. Serviranno soldi per ripararle. Non è controproducente fomentare le proteste?”. Ancora: “Nessun carcerato si è ammalato di Tbc dentro il carcere. I controlli sanitari ci sono, eccome. Possiamo dire tranquillamente che le liste d´attesa sono molto più brevi in carcere che fuori. Siamo noi che in tante occasioni abbiamo salvato la vita ai detenuti, come al ragazzo che aveva dato fuoco alla cella. Eppure – lamentano i sindacalisti – c’è il blocco degli stipendi da anni, non c’è benzina per portare i detenuti in tribunale, mancano le divise per i neoassunti. Andiamo avanti lo stesso: noi la sentiamo come una missione, e le parole della Bernardini ci hanno profondamente offeso”. “Jean Pierre Restellini, della commissione europea per i diritti dei detenuti, ha scritto al ministro elogiando il carcere di Vicenza, che ha visitato a sorpresa nel maggio scorso. Qui c’è l’unica biblioteca carceraria convenzionata con una pubblica, la Bertoliana, ed è sempre aperta”.

Per questo, l’invito: “Aspettiamo nuovamente la deputata qui, ma stavolta venga a parlare anche con noi. E con lei attendiamo a braccia aperte anche il sindaco Variati”.