CARCERE DI TARANTO, PLAUSO DEL SAPPE ALL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEI RADICALI

9 settembre 2012

L’interessamento della deputata Radicale ha ricevuto il plauso del Sappe, sindacato degli agenti di polizia penitenziaria. “I Radicali sono gli unici politici in Italia che si spendono in maniera seria e qualificata sulle vicende che interessano il pianeta carcere”, spiega il segretario nazionale del Sappe Federico Pilagatti.

Il carcere di Taranto ha in carico attualmente 595 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 200 posti (315 riporta il sito internet del Ministero della giustizia come ricettività legale) e con la ripresa dell’attività giudiziaria, dopo la pausa estiva, l’istituto tornerà alla media dei 700: sono i dati riportati in un’interrogazione della deputata radicale Rita Bernardini al ministro alla Giustizia, Paola Severino. L’iniziativa parlamentare fa seguito ad un sopralluogo tenuto due settimane fa insieme a Maurizio Bolognetti e Maria Antonietta Ciminelli. Bernardini chiede al ministro di “riportare la popolazione detenuta ai livelli di ricettività legali”.

Altri problemi segnalati sono carenze infrastrutturali, la carenza di fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici dell’intero complesso della casa circondariale di Taranto, un insufficiente budget destinato alle attività trattamentali e la mancanza di fondi per ripianare il debito con Acquedotto Pugliese. Viene chiesto anche un intervento per ripristinare l’organico del corpo degli agenti di Polizia penitenziaria, per rimettere in funzione il parco macchine e furgoni del Nucleo traduzioni e per ristrutturare il piano oggi transennato e chiuso degli alloggi della caserma agenti. Nel testo dell’interrogazione anche la richiesta di abolire l’accompagnamento dei detenuti alle loro abitazioni quandoaccedono al beneficio della detenzione domiciliare, perché ritenuto “inutile e dispendioso”.

Di positivo Bernardini riscontra le “buone pratiche” della magistratura di sorveglianza tarantina. Ultima richiesta al ministro è di “assicurare effettivamente l’assistenza legale ai detenuti, soprattutto stranieri, sprovvisti di avvocati di fiducia” avendo riscontrato dei difficili casi umani. È questo il caso di una ragazza rumena di 22 anni, orfana di madre, arrivata in Italia prima di Pasqua con il suo ragazzo che l’ha coinvolta in una rapina a Bari. Non era mai stata prima in carcere, non conosce nessuno in Italia né sa nulla – riferisce Bernardini nell’interrogazione – della sua posizione processuale “perché ha visto il suo avvocato d’ufficio una sola volta”. L’interessamento della deputata Radicale ha ricevuto il plauso del Sappe, sindacato degli agenti di polizia penitenziaria.

“I Radicali sono gli unici politici in Italia che si spendono in maniera seria e qualificata sulle vicende che interessano il pianeta carcere”, spiega il segretario nazionale del Sappe Federico Pilagatti. “Senza i radicali il problema delle carceri sarebbe completamente dimenticato dai tanti buoni politici che a Ferragosto, bontà loro, si degnano mettere piede in un penitenziario per recitare il solito rosario di buoni intenti, salvo poi dimenticarsene appena spenti i riflettori dei mass-media”.

“Invece di prendere provvedimenti seri e concreti – prosegue il segretario – l’amministrazione penitenziaria dimenticando il grave stato di fatiscenza della struttura,(entra acqua nelle stanze ed il freddo pungente o il caldo afoso sono un a costante) ha in corso il progetto di costruzione di una nuova sezione detentiva di circa 200 posti per un ammontare di 12,8 milioni di euro circa”.

Ormai il carcere di Taranto con le 650 presenze che a breve supereranno le 700 (per 315 posti regolamentari), è allo stremo “e si ritiene che se dalle parole non si passi ai fatti, prossimamente potremmo assistere a situazione molto pericolose, nonostante l’impegno, la professionalità e la serietà dimostrata dal gruppo dirigente e dal lavoratori della polizia penitenziaria”.

Per questi motivi il Sappe si augura che il Ministro della Giustizia Severino a seguito delle segnalazioni dell’onorevole Bernardini “ponga un occhio di riguardo per il carcere di Taranto e di tutti i penitenziari pugliesi, (i più affollati d’Italia) ponendo in essere delle misure atte a sfollare il carcere nonché a rimpinguare l’asfittico organico di poliziotti penitenziari che allo stato lamenta una carenza di circa 70 unità, senza dimenticare il grave fenomeno del fumo passivo emanato delle sigarette dei detenuti che avvelena sia gli stessi detenuti non fumatori che i lavoratori della polizia penitenziaria nonché gli altri operatori”.

“Invece di prendere provvedimenti seri e concreti – prosegue il segretario – l’amministrazione penitenziaria dimenticando il grave stato di fatiscenza della struttura,(entra acqua nelle stanze ed il freddo pungente o il caldo afoso sono un a costante) ha in corso il progetto di costruzione di una nuova sezione detentiva di circa 200 posti per un ammontare di 12,8 milioni di euro circa”.

Ormai il carcere di Taranto con le 650 presenze che a breve supereranno le 700 (per 315 posti regolamentari), è allo stremo “e si ritiene che se dalle parole non si passi ai fatti, prossimamente potremmo assistere a situazione molto pericolose, nonostante l’impegno, la professionalità e la serietà dimostrata dal gruppo dirigente e dal lavoratori della polizia penitenziaria”.

Per questi motivi il Sappe si augura che il Ministro della Giustizia Severino a seguito delle segnalazioni dell’onorevole Bernardini “ponga un occhio di riguardo per il carcere di Taranto e di tutti i penitenziari pugliesi, (i più affollati d’Italia) ponendo in essere delle misure atte a sfollare il carcere nonché a rimpinguare l’asfittico organico di poliziotti penitenziari che allo stato lamenta una carenza di circa 70 unità, senza dimenticare il grave fenomeno del fumo passivo emanato delle sigarette dei detenuti che avvelena sia gli stessi detenuti non fumatori che i lavoratori della polizia penitenziaria nonché gli altri operatori”.

Fonte: Ristretti Orizzonti