CARCERE DI MESSINA: LA RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO CALIENDO ALL’INTERROGAZIONE E’ RETICENTE, LACUNOSA E, IN DIVERSI PUNTI, NON CORRISPONDENTE A VERITA’

20 aprile 2011

Risposta del sottosegretario Giacomo Caliendo all’interrogazione dell’On.le Bernardini sul carcere Messina-Gazzi, 19 aprile 2011.

In risposta all’interrogazione dell’On.le Bernardini posso far presente quanto segue, sulla base delle notizie acquisite tramite il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

La Casa Circondariale di Messina consta, strutturalmente, delle seguenti sezioni detentive: Camerotti, cellulari, femminile, Centro Diagnostico Terapeutico (comprendente la sezione protetti, al piano terra, la medicina al primo piano e la chirurgia al secondo piano), sosta e semilibertà.

In ragione degli attuali lavori di ristrutturazione, la sezione cellulare non è disponibile a ricevere detenuti ed è pertanto chiusa dal mese di gennaio 2010.

Anche la sezione “protetti”, in considerazione degli interventi di manutenzione straordinaria di cui necessita, risulta da tempo chiusa, unitamente ad altre 9 camere detentive. Di conseguenza, l’originaria capacità ricettiva regolamentare dell’istituto si è notevolmente ridotta ed è stata rideterminata, in attesa della riapertura di tutte le sezioni, in 189 posti regolamentari e 249 posti tollerabili.

Alla data del 15 aprile2011 presso l’istituto di Messina erano presenti 353 detenuti. Con cadenza quasi quindicinale e, talvolta anche settimanale, vengono avanzate richieste deflattive al competente Provveditorato, in gran parte accolte.

Il reparto denominato “sosta”, in base alle vigenti disposizioni dipartimentali, era stato scelto per ospitare detenuti comuni nuovi giunti dalla libertà, in attesa di collocazione nell’apposita sezione detentiva. Tuttavia, l’anzidetta situazione di sovraffollamento dell’istituto e la contestuale chiusura per ristrutturazione della sezione “cellulare” ne hanno determinato un diverso utilizzo per cui oggi è, a tutti gli effetti, un reparto ordinario dove, a fronte di una capienza regolamentare di 10 detenuti e tollerabile di 12, si è arrivati ad ospitare anche 39 detenuti. Per tale ragione, gli impianti idonei a garantire l’acqua calda, per l’igiene personale, a 12 detenuti, risultano inadeguati rispetto alle esigenze effettive. Allo stato, il reparto sosta ospita 21 detenuti che, comunque, sono destinati a spostarsi in altre sezioni ogniqualvolta si rendono disponibili nuovi posti.

Quanto al reparto “medicina”, esso necessita di una generale ristrutturazione, anche con riguardo agli impianti e alle facciate esterne.

In proposito, nello scorso mese di gennaio sono stati presentati alla Cassa delle Ammende, per la relativa svenutale approvazione, ben tre progetti di risanamento e di adeguamento della struttura alle vigenti normative riguardanti proprio la sezione “medicina”, il reparto “sosta” e il reparto “protetto”.

Tra i lavori da effettuare sono previsti anche quelli finalizzati alla realizzazione di una tettoia per il cortile passeggi e di un bagno.

In data 8 aprile ultimo scorso la Cassa delle Ammende ha comunicato alla Direzione dell’istituto di Messina che l’approvazione dei progetti – già discussi nella seduta del Consiglio di Amministrazione del 4 aprile – è vincolata all’indicazione, nel bando di gara, dell’assunzione di un numero idoneo di detenuti lavoranti, attualmente in corso di individuazione.

In attesa di tali lavori la Direzione, di concerto con il competente Ufficio Tecnico del Provveditorato Regionale, sta comunque realizzando, attraverso interventi in economia, lavori di impermeabilizzazione del tetto e di rifacimento delle facciate esterne del CDT e del reparto “sosta”, interventi, questi, tutti assolutamente prioritari rispetto a quelli da realizzare all’interno delle menzionate sezioni.

Al momento, l’istituto non è dotato di area verde. Data la esiguità dei fondi disponibili, la Direzione ha avviato, a tal fine, contatti con Enti Locali.

Il servizio di Barberia è regolarmente assicurato ai detenuti presso la sezione “sosta” con cadenza mensola, su richiesta degli interessati, come risulta dal registro appositamente istituito.

Va rilevato inoltre che l’esiguità degli arredi all’interno delle camere detentive del reparto “sosta” è imposta dalla necessità di non limitare ulteriormente lo spazio disponibile per i detenuti presenti.

L’assistenza religiosa è assicurata dal Cappellano dell’istituto il quale, tuttavia, proprio nella data del 3 aprile 2011, si è assentato dall’istituto poiché colpito da un grave lutto familiare. Di regola, comunque, alle funzioni religiose celebrate all’interno della Cappella del carcere partecipano tutti i detenuti che ne fanno richiesta distinti, ovviamente, in relazione al circuito penitenziario di appartenenza. L’assistenza religiosa è assicurata, peraltro, anche a coloro che professano altre religioni (diverse da quella cattolica) con la presenza dei relativi ministri di culto.

Per quanto concerne, poi, la denunciata presenza di topi, faccio presente che l’ultimo intervento di derattizzazione è stato effettuato cal Comune di Messina in data 14 febbraio 2011. Segnalo, in proposito, che la Direzione dell’istituto si avvale in modo costante degli  interventi di disinfestazione e di derattizzazione prestati a titolo gratuito dal Comune e che gli interventi in questione si intensificano in coincidenza con la stagione estiva.

Quanto al costo dei generi previsti dal modello 72, va precisato che la determinazione dei prezzi è sottoposta al controllo del Dipartimento di statistica del Comune di Messina che rilascia mensilmente, su richiesta della Direzione, il visto di congruità previsto dall’art. 12 co. 6 del D.P.R. 230/2000.

Le limitazioni nell’acquisto di beni tramite sopravvitto sono esclusivamente quelle derivanti dall’osservanza dei limiti di spesa normativamente previsti. Le richieste di acquisto di acqua, in particolare, sono di norma accolte, tanto più in presenza di necessità accertate dai sanitari. In proposito, non risulta una richiesta del detenuto Cambria Salvatore volta ad ottenere l’acquisto di maggiori quantità d’acqua: di contro, risulta richiesta in tal senso di altro detenuto, regolarmente autorizzato all’acquisto.

Rispetto alle attività trattamentali, faccio presente che i ristretti del reparto “sosta” usufruiscono del Campo Sportivo e del servizio Biblioteca; altre attività (corsi scolastici, professionali, etc.) non possono essere svolte poiché il reparto non è provvisto di locali all’uopo destinati. Nondimeno, proprio il 6 aprile u.s. i detenuti ristretti in tale reparto hanno preso parte al concerto musicale, promosso dal Conservatorio Corelli di Messina, svoltosi nella sala del teatro dell’Istituto..

Preciso, inoltre, che al reparto “sosta” è specificamente assegnato un educatore e sono presenti anche operatori esterni autorizzati ex art. 17 O.P.

La Sala Operatoria ubicata all’interno del reparto Chirurgia del Centro Clinico è perfettamente funzionante, ma problematiche di ordine amministrativo ne hanno impedito, negli ultimi mesi, l’utilizzazione.

Infatti, le convenzioni con il Policlinico Universitario di Messina per le branche di Chirurgia e di Anestesia sono state rinnovate solo recentemente per questioni non riferibili alla Direzione dell’Istituto penitenziario mentre gli interventi chirurgici programmati per la data del 4 aprile u.s. non sono stati eseguiti a causa di sopraggiunti impegni del chirurgo convenzionato. Per completezza di informazione, voglio precisare che l’Istituto di Messina è dotato di 5 defibrillatori, di cui uno in sala operatoria.

Con riguardo, infine, alle specifiche problematiche di carattere sanitario evidenziate dall’interrogante, va in primo luogo premesso che in Sicilia, Regione a Statuto speciale, il Ministero della Giustizia è ancora competente a provvedere all’assistenza sanitaria all’interno degli istituti penitenziari, non essendo state ancora emanate le norme di attuazione relative al transito, alla Regione, della sanità penitenziaria.

Esaminando ora in dettaglio le singole questioni segnalate faccio presente che:

–       Con riferimento all’ex detenuto Currò Salvatore (scarcerato lo scorso 12 aprile a seguito di concessione degli arresti domiciliari), la relazione redatta dall’educatore ha evidenziato – testualmente – che “ … nei confronti del Currò è stato effettuato il colloquio del servizio nuovi giunti e il sostegno psicologico. Inoltre, in più occasioni, ha effettuato colloqui di sostegno con la volontaria ex art. 17 dell’O.P.. Non risulta che il detenuto durante il suddetto periodo abbia dato segni di disagio”.

–       Il detenuto Domenico Pacilio si è rifiutato di spostarsi di stanza per potere fruire della presenza continuativa di un detenuto piantone e della carrozzina. Attualmente, gli viene, comunque, assicurata la presenza del piantone in caso di necessità, nonché l’utilizzo dell’ascensore per i vari spostamenti di piano. Il detenuto sta eseguendo FKT come da prescrizione specialistica.

–       Per completezza di informativa, in considerazione anche di quanto segnalato dal quotidiano “il Giornale” lo scorso 14 aprile, mi pare opportuno riportare la dichiarazione resa dal Pacilio lo scorso 16 aprile all’ispettore di polizia penitenziaria, coordinatore della sorveglianza generale dell’istituto: “…già in altra occasione mi era stato proposto di spostarmi dal reparto medicina al reparto chirurgia, per essere allocato in camera per disabili con piantone. Ho inteso rinunciare allo spostamento perché ove mi trovo sto bene con i compagni e non ho problemi di carattere assistenziale perché il detenuto Bonoccordo Alberto, lavorante della sezione, è sempre disponibile ad aiutarmi sia negli spostamenti fuori cella che nelle esigenze di pulizia, anche personale, in cella. Oggi mi è stata riproposta la possibilità di spostarmi e pertanto chiedo di poter mantenere l’attuale allocazione poiché ove mi trovo sto bene e spostarmi risulterebbe per me traumatico. Per la decisione da me presa mi assumo ogni responsabilità, sollevandone sin d’ora la Direzione e l’Amministrazione penitenziaria…”

–       Con riguardo al altro episodio citato dall’interrogante, relativo ad “un detenuto di 31 anni… che dice: ho chiamato ma non è venuto nessuno” debbo segnalare che la genericità dei dati riportati non consente di risalire al giorno e all’evento citato, sì da verificare un’eventuale intervento medico e/o infermieristico;

–       Quanto poi alla situazione di un altro detenuto che ha lamentato di “… dover dormire al 4° piano del letto… “ va evidenziato che nei locali del CDT, ove sono allocati i ricoverati, non sono presenti letti a castello, tranne che nelle stanze dei lavoranti e dei piantoni che si occupano della pulizia e dell’assistenza dei detenuti malati, oltre che degli internati e dei protetti;

–       Con riferimento a quanto sostenuto dal detenuto Salvatore Cambria circa i tempi di somministrazione dell’insulina, preme evidenziare che i tempi per la distribuzione delle terapie sono sovrapponibili a quelli di qualunque reparto ospedaliero, se completo di degenti;

–       Quanto al detenuto Domenico Aliquò, non risulta agli atti – né sanitari, né amministrativi – che quest’ultimo abbia manifestato propositi suicidi, tenuto conto che in caso affermativo si sarebbe proceduto ad un monitoraggio psichiatrico e ad un’attenta osservazione a vista del detenuto, come da prassi in questi delicati casi clinici;

–       In relazione a quanto sostenuto dall’ex detenuto Currò Salvatore, secondo il quale dopo le ore 23 le iniezioni vengono praticate attraverso le sbarre delle celle, va segnalato che tale prassi, se provata, esporrebbe il personale sanitario responsabile a severe sanzioni disciplinari, tenuto conto che una condotta di questo tipo potrebbe mettere a serio rischio la salute e la vita del ristretto, attesa l’impossibilità di intervento immediato nei casi di reazione avversa a farmaci.

–       Quanto a Berlingeri Cosimo, si evidenzia che si tratta di paziente affetto da insufficienza renale cronica in trattamento emodialitico, sottoposto attualmente ad emodialisi presso l’ospedale Papardo di Messina. Relativamente alla sua gestione sanitaria, si può affermare che sono stati affrontati non pochi problemi organizzativi per tutelare la salute del ristretto, tra i quali l’organizzazione delle sedute presso l’ospedale citato in quanto non vi era disponibilità di posti per pazienti affetti da epatite presso il locale Policlinico;

–       Con riferimento alla situazione sanitaria del detenuto Lo Nigro, affetto da osteomielite, si è provveduto ad esperire gli accertamenti e le cure necessarie, compatibili con le possibilità offerte dalla struttura penitenziaria, in attesa del ricovero presso idonea struttura esterna (Ospedale Buccheri La Ferla a Palermo), disposto dall’Autorità competente lo scorso 4 aprile;

–       Quanto al detenuto Antonio Scimone risulta che trattasi di cardiopatico, regolarmente sottoposto a consulenze specialistiche e alle terapie prescritte. Con riferimento, poi, alla detenzione in carcere, la Direzione sanitaria non ha mai espresso giudizi sulla sua compatibilità o meno con lo stato di salute;

–       Quanto alla situazione del detenuto Di Sarno – senza poter entrare nel merito della sua presenza presso l’istituto messinese – si rappresenta, relativamente alla qualità del cibo, che a quest’ultimo non viene fornito il fornellino in quanto per i degenti in CDT tale autorizzazione non può essere concessa;

–       Con riguardo a quanto sostenuto dal detenuto Zappalà, affetto da insufficienza renale cronica in trattamento emodialitico, si segnala che la Direzione sanitaria ha provveduto, con le dovute attenzioni, a confermare l’esecuzione delle sedute emodialitiche presso l’Ospedale San Luigi di Catania, dove da sempre il detenuto è in trattamento, anche al fine di assecondare la sua precisa volontà di avvalersi di tale presidio Ospedaliero e del suo rifiuto di eseguire consulenze e trattamenti presso altra sede che non sia l’Ospedale San Luigi di Catania;

–       Con riguardo a quanto sostenuto dal detenuto Sciurello Giuseppe preme osservare che, in caso di necessità, l’intervento del personale sanitario avviene in tempo reale, in quanto il medico è presente 24 ore su 24. Al riguardo va evidenziato che il detenuto, in occasione di proposta di ricovero per riferita precordialgia ha rifiutato, contro il parere dei Sanitari del P.S. ospedaliero, sia il ricovero che i successivi controlli intra moenia;

–       Quanto al detenuto Caruso Antonino, esiste ampia documentazione riguardante l’attività posta in essere dalla direzione sanitaria a tutela della salute e della vitya del ristretto; detta documentazione è stata già trasmessa alle autorità competenti, ivi compreso il Garante;

–       Con riferimento, infine, al detenuto Cento Domenico, questi si trova, allo stato ricoverato nel CDT; tale ricovero è stato disposto proprio in considerazione delle patologie da cui il Cento è affetto.

Quanto, infine, al personale di Polizia Penitenziaria, su una previsione organica di 293 unità di personale, allo stato – al netto dei provvedimenti di distacco – ne risultano presenti 222. Di queste 53 unità sono impiegate presso il nucleo Traduzioni e Piantonamenti.

Il Provveditore regionale, da sempre sensibile alla problematica evidenziata dall’interrogante, continua ad assicurare – compatibilmente con le risorse finanziarie ed umane disponibili – l’invio di personale da altre sedi della regione per far fronte, in particolar modo, alle esigenze del Nucleo di Messina, anche al fine di evitare il possibile prelevamento di personale dal reparto dell’Istituto.

In linea più generale, va evidenziato che la situazione di carenza di personale riflette quella in cui versa la maggior parte degli istituti penitenziari del Paese.

A fronte di tale situazione l’amministrazione ha provveduto – in occasione delle procedure di mobilità connesse ai corsi di formazione per agenti di polizia penitenziaria (159°, 160° e 161° corso) – ad incrementare l’organico della Regione Sicilia di complessive 69 unità.

In ogni modo, la situazione relativa alla carenza di personale di polizia penitenziaria sarà suscettibile di sicuro miglioramento con le assunzioni di nuovo personale di polizia penitenziaria alle quali l’Amministrazione è stata autorizzata a procedere dalla legge 199/2000.

Fin qui, il Sottosegretario Giacomo Caliendo legge la risposta preparata dagli uffici, ma aggiunge a voce (tutto registrato):

Problemi seri esistono come denunciato dallinterrogante e come giàannunciato allon.le Bernardini nel mese di maggio, appena avrò una giornate di tempo libero andro a Messina per rendermi conto di persona della situazione del carcere.

[Anche questa risposta, come è stato già fatto per l’interrogazione, sarà trasmessa alla Procura della Repubblica di Messina, al Tribunale di Sorveglianza e alla ASL]