CANNABIS: ANTIMAFIA E SUPREMA CORTE, PRONUNCE RADICALI

CANNABIS: ANTIMAFIA E SUPREMA CORTE, PRONUNCE RADICALI 10 marzo 2015

La Direzione Nazionale Antimafia nella sua relazione annuale si pronuncia chiarissimamente per la legalizzazione della cannabis con le argomentazioni che da decenni Pannella e i radicali propongono. La Corte di Cassazione (a sezioni unite) per la seconda volta interviene sulla ex legge Fini-Giovanardi (dichiarata incostituzionale un anno fa) sancendo la necessità di rivedere al ribasso le pene comminate durante gli otto anni di vigenza della famigerata legge.

Queste due notizie (naturalmente censurate per il grande pubblico dei mass-media) danno ancora più forza non solo alla nostra lotta antiproibizionista, ma anche a quella per l’amnistia e l’indulto. Cosa ci stanno a fare in carcere, se non a scontare una pena illegale, le migliaia di condannati in base alle pene edittali abnormi previste dalla Fini-Giovanardi? Quando verranno riviste “al ribasso” le pene se per ogni condannato il giudice dovrà rideterminare ogni singola sanzione attraverso un incidente di esecuzione alla presenza delle parti? E cosa potrà fare chi non può permettersi un avvocato?

Per conto di Radicali Italiani ho ripreso da 4 giorni lo sciopero della fame nel tentativo – che voglio perseguire con fiducia – di ottenere da Governo a Parlamento le risposte (sempre più obbligate) che non sono fin qui arrivate.