CAMERA DEI DEPUTATI, INTERROGAZIONE SU DISCRIMINAZIONI ROM E SINTI

9 marzo 2012

CAMERA DEI DEPUTATI

Assemblea Seduta di mercoledì 7 marzo 2012

Interrogazione a risposta immediata n. 3-02153 dell’On. Rita Bernardini ed altri sulle problematiche concernenti l’attuazione delle ordinanze relative alla cosiddetta emergenza nomadi, con riferimento allo svolgimento del censimento delle persone di etnia rom e sinti. Interviene il Ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri

PRESIDENTE.

L’onorevole Bernardini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02153, concernente problematiche concernenti l’attuazione delle ordinanze relative alla cosiddetta emergenza nomadi, con riferimento allo svolgimento del censimento delle persone di etnia rom e sinti.

RITA BERNARDINI. Signor Presidente, l’interrogazione in oggetto richiama puntualmente una brutta pagina della storia recente che, usando le parole del Presidente della Repubblica per il sistema carcerario italiano, potremmo dire che ci umilia in Europa e ci ricorda tempi che credevamo ormai cancellati per sempre. Ci riferiamo, signor Ministro, alle discriminazioni per legge, in nome dell’emergenza, a cui sono state e sembrano tuttora sottoposte le minoranze rom e sinti, una vera e propria schedatura di massa realizzata su base etnica. Quello che le chiediamo, insieme all’Associazione 21 luglio, signor Ministro, è se il Governo intenda verificare il rispetto, da parte delle autorità amministrative, delle ordinanze di attuazione e delle linee guida connesse alla dichiarazione dello stato d’emergenza e anche della sentenza del Consiglio di Stato che, nel novembre 2011, ha deciso di annullare tale stato di emergenza che per legge, voglio ricordarlo, può essere dichiarato solo in presenza di situazioni eccezionali quali calamità naturali, catastrofi ed altri eventi di questo tipo.

PRESIDENTE.

Il Ministro dell’interno, Anna Maria Cancellieri, ha facoltà di rispondere.

ANNA MARIA CANCELLIERI, Ministro dell’interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, occorre premettere che, in attuazione della dichiarazione dello stato d’emergenza per le criticità relative ai campi nomadi delle regioni Campania, Lazio e Lombardia, sono state adottate ordinanze di Protezione civile per fronteggiare la grave situazione di degrado igienico, sanitario e socioambientale registrata negli insediamenti abusivi e anche in quelli autorizzati. I prefetti di Milano, Roma, Napoli e, in un secondo momento, anche quelli di Torino e di Venezia, nominati commissari delegati per la realizzazione degli interventi necessari al superamento dello stato d’emergenza, hanno avviato un’iniziativa a favore delle comunità nomadi, in ottemperanza ai contenuti delle predette ordinanze. Successivamente la sentenza del Consiglio di Stato n. 6050 del 16 novembre 2011 ha disposto l’annullamento della dichiarazione dello stato d’emergenza e delle conseguenti ordinanze di Protezione civile di nomina dei commissari delegati. Al riguardo, a prescindere da ogni altra valutazione di merito alla citata sentenza, l’amministrazione non potrà che onorare gli impegni già assunti in relazione all’attività posta in essere. Ciò nondimeno, non rilevandosi più ragioni per rinnovare lo stato d’emergenza, il Governo ha approvato e trasmesso alla Commissione europea un piano contenente una strategia complessiva relativa a rom, sinti e camminanti volta a favorire, nell’attuale quadro delle competenze, politiche 2 inclusive di integrazione, con particolare riferimento al rispetto dei diritti fondamentali della persona. Per quanto riguarda lo specifico quesito relativo alla presenza di uno sportello per nomadi all’interno della questura di Roma, informo che, nell’ambito dell’ufficio immigrazione della stessa questura, venne costituito un gruppo di lavoro ad hoc espressamente dedicato alle specifiche esigenze di cittadini extracomunitari provenienti dall’ex Jugoslavia, cittadini comunitari italiani o provenienti da altre nazioni, in ragione della loro particolare posizione amministrativa. L’attività si è svolta in conformità alle linee guida del 17 luglio 2008, approvate dall’Autorità garante per la protezione dei dati personali. In particolare, la raccolta dei dati necessari all’identificazione dei soggetti è avvenuta nel pieno rispetto della normativa ordinaria, senza alcuna finalità discriminatoria su base etnica e o razziale. Infatti, all’esito di tale attività è stato rilasciato un gran numero di permessi di soggiorno per motivi umanitari e sono state rinnovate autorizzazioni di altro tipo. Tenuto conto che l’attività predetta è stata dedicata in prevalenza ai nuclei familiari con minori in tenera età, si è ritenuto di assicurare adeguate forme di sostegno, in particolare con la fornitura di pasti ed assistenza. Non è ultroneo fare presente come l’operato delle autorità preposte sia proseguito secondo le descritte modalità, come testimonia il fatto che negli ultimi mesi molte associazioni attive nel campo del sociale hanno accompagnato presso i competenti uffici della questura i nuclei familiari di origine jugoslava per la presentazione di istanze di protezione internazionale, che vengono istruite dallo stesso gruppo di lavoro ad hoc.

PRESIDENTE. L’onorevole Bernardini ha facoltà di replicare.

RITA BERNARDINI. Signor Presidente, signor Ministro, quanto a quest’ultima precisazione ho grande stima, per aver collaborato con lui, del responsabile dell’ufficio immigrazione, il dottor Improta. Mi chiedo però se, quanto è stato realizzato presso la questura di Roma, non sia frutto di questo stato di emergenza, che è stato poi dichiarato illegittimo da parte del Consiglio di Stato. Mi chiedo anche che fine facciano queste enormi schedature con impronte digitali, fotografie, foto di gruppo, anche di minori, che fanno parte degli archivi delle varie questure d’Italia. Signor Ministro, la invito a prendere visione di una proposta di legge, che come delegazione radicale abbiamo presentato volendo collaborare al massimo da questo punto di vista, che riguarda il riconoscimento delle minoranze linguistiche rom e sinti; quel riconoscimento che, purtroppo, non ci fu in occasione dell’approvazione della legge n. 482 del 1999. Credo che il riconoscimento di queste minoranze sicuramente aiuterebbe notevolmente il processo di integrazione di queste comunità.