AL CARCERE DELLA DOZZA DI BOLOGNA CONDIZIONI DRAMMATICHE, MANCA 1 AGENTE SU 4

29 maggio 2012

Al carcere della Dozza di Bologna manca piu’ di un agente su quattro mentre i detenuti sono piu’ del doppio del previsto. La carenza di organico, secondo quanto riferito alla Camera dal sottosegretario alla Gisutizia, Salvatore Mazzamuto, nel rispondere ad un’interrogazione della deputata Rita Bernardini, e’ del 26%: in servizio ci sono 418 agenti della Polizia penitenziaria, ma sulla carta dovrebbero essere 149 in piu’. La Direzione generale del Dipartimento della Giustizia, assicura Mazzamuto, “segue la situazione degli organici con la necessaria attenzione, adoperandosi con ogni possibile iniziativa tesa a migliorare le condizioni di lavoro”.

Oltre alla realizzazione dei quattro nuovi padiglioni (oltre che a Bologna nasceranno anche a Parma, Ferrara e Reggio Emilia), che “potra’ in parte risolvere i problemi di sovraffollamento”, dice Mazzamuto, nelle file della Polizia penitenziaria dovrebbero presto arrivare dei rinforzi. Dopo i 23 agenti assegnati alla Dozza nel novembre scorso, infatti, tra l’estate e l’inverno prossimi, al termine dei corsi di formazione, alle carceri italiane saranno assegnate 1.546 nuove unita’, alcune delle quali arriveranno a Bologna.

Se alla Dozza manca all’appello una guardia su quattro, non sono piu’ rassicuranti i dati dei detenuti: al 16 maggio, alla Dozza si contano 951 uomini e 52 donne, per un totale di 1.001 persone. Il reparto femminile e’ ok, considerando che la capienza regolamentare e’ 62 e quella ‘tollerabile’ 103. Problematica invece la situazione del ramo maschile, dove ci sono piu’ del doppio dei detenuti previsti dalla capienza regolamentare (435) e un centinaio in piu’ della soglia di tolleranza (800).

Per alleggerire la situazione, spiega Mazzamuto, tra il 2011 e il 2012 sono stati effettuati alcuni “sfollamenti”: sono 75 i detenuti che sono stati spostati in altre carceri. Per quanto riguarda la struttura del carcere di via del Gomito, il sottosegretario spiega che sono stati “stanziati i fondi necessari alla ristrutturazione dei locali docce del primo piano giudiziario” e promette che “a breve saranno avviati i lavori necessari”. Quanto al reparto infermeria, “le camere detentive hanno un’ampiezza tale da consentire l’allocamento di piu’ detenuti”, spiega Mazzamuto, riferendo che in queste stanze vengono eseguiti interventi di manutenzione ordinaria necessari “compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili”.

Qualche spiraglio positivo, per il carcere della Dozza, arriva sul fronte delle attivita’ ricreative e soprattutto lavorative.

Come riferisce Mazzamuto nel rispondere a Bernardini, nel 2012 il dipartimento della Giustizia ha destinato un budget di 72.584 euro al provveditorato dell’Emilia-Romagna per le attivita’ ricreative, culturali e sportive. Quanto al lavoro, poi, i fondi stanziati per il 2012 sono superiori ai due milioni, per l’esattezza 2.633.743 euro. Al momento, spiega Mazzamuto, “risultano lavorare alle dipendenze dell’amministrazione 140 detenuti”. Poco piu’ di un decimo di quelli rinchiusi alla Dozza.

Altre opportunita’ lavorative, ricorda Mazzamuto, arrivano dagli enti locali e dalla rete esterna. Il sottosegretario ricorda l’attivita’ di recupero di apparecchiature elettriche ed elettroniche, avviata in convenzione dal 2009, in cui lavorano (a tempo determinato) tre detenuti della sezione penale. Altri quattro detenuti, poi, sono stati formati tra l’aprile e il giugno 2010.

C’e’ poi l’officina meccanica progettata in collaborazione con la Fondazione Aldini-Valeriani: il corso di formazione (pagato dalla Provincia) si e’ appena concluso e “a breve e’ prevista l’assunzione a tempo indeterminato di 12 detenuti”, che al termine della pena, se avranno acquisito “un buon livello di professionalità”, potranno “continuare il rapporto di lavoro presso aziende del gruppo”.

Per la sezione femminile, invece, e’ stata siglata la convenzione per l’apertura di un laboratorio di sartoria in cui lavorano quattro detenute (per quattro ore al giorno), con un contratto di dipendenti con la cooperativa sociale che la gestisce.