A UNO MATTINA: MARCO CONTINUA A LOTTARE DAL LETTO DELL’OSPEDALE

A UNO MATTINA: MARCO CONTINUA A LOTTARE DAL LETTO DELL’OSPEDALE 24 aprile 2014

Questa mattina sono intervenuta a Uno Mattina per parlare delle condizioni di Marco. Se qualcuno gli chiedesse “come sta?”, Pannella risponderebbe “e come sta l’Italia?”. Marco è un lottatore. E anche dal suo letto, fino a ieri di rianimazione e adesso di reparto normale, continua a lottare. Ieri sera il sindaco di Roma Ignazio Marino è andato a trovarlo e si è reso conto di persona che Marco era disidratato sulle labbra. Ha detto che sta facendo lo sciopero della sete, continuando la sua battaglia di cui, purtroppo, non riesce a parlare sui mezzi di informazione.

La notte di Pasquetta Marco ha deciso di iniziare lo sciopero della sete. I motivi della sua iniziativa sono quelli per cui lotta da una vita. Pone il problema della Giustizia in Italia, una Giustizia pluricondannata in Europa. L’Ue ci ha detto che nelle carceri italiane si pratica la tortura. E su questo dobbiamo dare una risposta tra 34 giorni, entro il 28 maggio. Siamo condannati per la Giustizia lumaca, per l’irragionevole durata dei processi.

La proposta di Pannella è la stessa di papa Wojtyla, che sarà santificato tra poche ore. Il Papa in Parlamento parlò della clemenza necessaria per uscire da uno stato di illegalità. E’ inconcepibile che un Paese democratico pratichi tortura e trattamenti degradanti.  Il Papa chiese l’amnistia. Il Parlamento italiano decise solo per l’indulto, senza amnistia. Papa Wojtyla era già morto.

Ora abbiamo un Papa e un presidente della Repubblica straordinari. Papa Francesco, appena eletto, ha abolito l’ergastolo ed introdotto il reato di tortura in Vaticano, cosa che in Italia non abbiamo ancora fatto. Ha dimostrato un’attenzione particolare verso le persone in difficoltà. Tra queste ci sono anche quelle private dalla possibilità di avere una giustizia. Il presidente Napolitano ha inviato un messaggio alle Camere che dovrebbe essere studiato nelle scuole, ma che purtroppo è stato rispedito al mittente.

Di seguito l’audio del programma. Fonte: Radio Radicale